Melvin Jones a De Santis e Tabanelli

gennaio 26, 2012

24 gennaio 2012. Il Lions di Imola premia De Santis e Tabanelli

da sinistra De Santis, Luigi Landi, presidente del Lions, ed Ezio Tabanelli

Festa grande al Lions Club di Imola Host per la consegna della massima onorificenza, la “Melvin Jones”, a due concittadini che hanno meritato socialmente e professionalmente: Giovanni De Santis, Fondatore del Banco Alimentare Emilia Romagna, ed Ezio Tabanelli, fondatore e titolare della Filomarket. La “Melvin Jones” consiste in una semplice targa, ma per ottenerla il Club deve versare una cospicua cifra in dollari alla Fondazione Internazionale del Lions che l’ impiega in interventi umanitari.

De Santis nel suo breve intervento ha ricordato gli ideatori e fondatori del Banco Alimentare, nel 1989, Danilo Fossati e don Luigi Giussani, sottolineandone la sua natura non confessionale e i principi di sussidiarietà e carità che ne sono alla base. Il Banco Alimentare raccoglie le eccedenze alimentari della grande distribuzione e ristorazione, raccoglie direttamente alimenti con la Colletta Alimentare e infine riceve prodotti dall’Unione Europea. Il tutto viene poi distribuito gratuitamente, con l’aiuto di volontari, a strutture caritative accreditate. Di fatto 150mila persone sono assistite dal Banco Alimentare nella nostra regione. De Santis ha ricordato come la crisi economica abbia allargato la fascia dei bisognosi, ma nel contempo ha segnalato che la vera crisi nasce da una carenza purtroppo crescente di umanità e di socialità.
Un emozionato Ezio Tabanelli ha ricordato in particolare il suo essere partito dal basso, dall’essersi fatto da solo. Alcuni brevetti , come ad esempio la ruota Stratos, hanno poi lanciato la sua azienda in una dimensione che supera i confini nazionali. La Filomarket è comunemente associata ai carrelli dei supermercati (l’ultimo nato è “Fuso” in plastica e filo), ma la sua gamma di prodotti è piuttosto ampia e tiene il mercato con la continua attenzione all’innovazione e alla qualità. [Addetto Stampa - Evaristo Campomori]

Alberto Forchielli al Lions Club di Imola

gennaio 12, 2012

Ai giovani dico: molto studio e poco calcio

“Ho chiesto ad alcuni giovani cinesi cosa avrebbero fatto nel fine settimana. La risposta è stata: “Lavoriamo”. E sapete perché nel calcio la Cina, pur con i suoi miliardi persone, è solo al 130° posto? Perché là i ragazzi non giocano a pallone. Ricordiamoci allora che volenti o nolenti i nostri ragazzi sono e saranno in concorrenza con questi che studiano tutto il giorno”.

E’ Alberto Forchielli che parla, invitato dal Lions Club Imola Host. Il tema è quello delle prospettive lavorative ed economiche dei nostri giovani e tra il pubblico ci sono anche i presidi degli istituti superiori. Mette le mani avanti, Forchielli, premettendo che non è uno studioso teorico di questi temi, ma dice di lavorare da sempre a contatto con i giovani di tutto il mondo. Docente universitario di Economia a Bologna, ma anche imprenditore continuamente in giro in particolare negli Stati Uniti, India e Cina. Quindi un profondo conoscitore del mondo globalizzato di oggi.

Per fare l’imprenditore oggi occorrono grandi conoscenze soprattutto di carattere scientifico. Nel dopoguerra, spiega Forchielli, si poteva fare l’imprenditore anche solo con la quinta elementare o mettendosi in proprio uscendo da una fabbrica in cui si era lavorato. Oggi bisogna essere plurilaureati. E a sostegno della sua tesi Forchielli parla della Cina che ben conosce. <Fino ad oggi la Cina ha primeggiato nella produzione di oggetti di basso costo e di bassa qualità. Ora però sta cominciando a produrre prodotti di altissimo livello tecnologico, forte di milioni di ingegneri sfornati dalle loro tante e nuove università>.

Alla base di tutto, però, continua Forchielli, occorre una forte motivazione, una voglia di lottare, una “rabbia” come quella che c’era da noi negli anni Cinquanta e Sessanta. E’ la motivazione che spinge migliaia di indiani a fare la calca per iscriversi all’Università perchè sanno che lì c’è il futuro, perchè è l’unico modo per uscire, loro e il loro paese, dalla povertà e dal sottosviluppo. E’ la stessa molla che spinge tanti cinesi a studiare piuttosto che perdere tanto tempo dietro un pallone o nelle discoteche. Per questo, continua, un giovane non può aspettare la fine del liceo per scegliere la facoltà o la fine degli studi universitari per decidere in quale settore andare a lavorare. Il proprio destino va progettato molto per tempo.

Altro tabù cha va infranto è quello della carriera ma qui a Imola. Oggi per lavorare bisogna essere pronti a girare il mondo.

Forchielli evita accuratamente di metterla in politica, ma fa un accenno alle aspettative riposte nei prossimi decreti del governo. <E’ inutile sperare nei vari decreti sullo sviluppo e simili. Lo sviluppo dipende da noi. Non dobbiamo chiedere niente allo stato, al massimo che rimuova qualche ostacolo. Ma la forza, la determinazione, l’intelligenza devono essere dentro di noi>.

In conclusione Forchielli propone una profonda modifica del modello educativo familiare e scolastico: meno protezione da parte delle famiglie, più disciplina, più impegno e rigore. In Cina, ricorda,  <quando insegni c’è grande silenzio e attenzione. Al termine ti ringraziano per quello che hai trasmesso loro>. (Addetto stampa)

Riconoscimento all’architetto Fiorentini

dicembre 20, 2011

Il presidente del Lions Club Imola Host Luigi Landi ha consegnato all’architetto Vittorio Fiorentini un attestato di riconoscimento per i 55 anni di appartenenza al Lions Club International, oltre che per essere stato tra i soci fondatori del Lions Club di Imola avvenuto il 19 giugno 1956. Fiorentini è stato una figura di spicco per le numerose opere architettoniche progettate e realizzate in Imola e in altre città italiane nel corso della sua lunga attività professionale. [addetto stampa]

15 dicembre 2011 – Festa degli Auguri

dicembre 20, 2011

 


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